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Giorgio Laveri e il Manifesto della Mediterraneità


In ogni parte del mondo l’artista esprime contenuti attraverso un linguaggio arricchito dalla cultura del luogo d’appartenenza.



L’INFLUENZA DEL LUOGO D’APPARTENENZA NELL’ARTISTA MEDITERRANEO

Il patrimonio comunicativo, estetico e linguistico, che deve trasparire da un opera prodotta dal pensiero e dal gesto di un individuo è la traccia fisionomica del suo codice artistico, culturale e tecnico che, a fronte di un’analisi approfondita e critica, ne permette la derivazione storico-genetica, il contenuto e in alcuni casi la collocazione temporale. L’estetica resta sempre e comunque legata a giudizi soggettivi che la pongono in secondo piano, a meno che non si percorrano le sterili vie del “bello” che strabordano dalle immagini proposte da un potere bugiardo, attento solamente a salvaguardare la sua tetra facciata.
Fortunatamente il linguaggio riservato e secretato di alcuni protagonisti delle diverse discipline artistiche ha tracciato solchi enormi nel terreno espressivo. Il compito di indagare questi aspetti nascosti è dato alla figura del critico. L’opera dell’artista legittima l’esegesi dei fenomeni in essa celati. Ma una equilibrata valutazione deve oltrepassare le barriere analitiche per produrre uno sforzo che attraversi la materializzazione dell’elaborato per entrare nella sfera personale di chi lo ha concepito. Solo in questo caso, si riuscirà a distinguere il rapporto Uomo-Arte teso al bisogno di comunicare introspettività da un semplice esercizio di “bella scrittura.
In ogni parte del mondo l’artista esprime contenuti attraverso un linguaggio arricchito dalla cultura del luogo d’appartenenza. I meccanismi creativi agiscono e rispondono ad un preciso ordine genetico e possono sicuramente condividere i concetti della Mediterraneità senza però produrla. I duecentocinquanta chilometri di Costa Azzurra e Riviera dei Fiori sono il “non luogo”dove si è consumato il sogno artistico del ‘900. Il grande ventre che ha riversato nel mondo il talento di tutti i figli, anche di quelli venuti da lontano, non suoi.Sono il marchio indelebile della Mediterraneità.